Scrivere dopo una serata come quella di sabato non è facile. Non è facile perchè sarebbe scontato cadere nelle consuete banalità in cui si scivola, specialmente quando è ora di ringraziare. Ma ugualmente, il ringraziamento è qualcosa che ci deve essere. Specialmente dopo una serata come quella di sabato.
Chi "Vespa" mangia le mele è stato, e lo sa chi ci ha aiutati in questi giorni o per gli arrangiamenti, o per quanto riguarda le luci, o anche solo le persone con le quali abbiamo parlato e con le quali ci siam scambiati appunti e informazioni, una piccola follia ed una grande emozione.
Piccola follia perchè, nel poco tempo dalla fatidica domanda "Visto che c'è la mostra della Vespa, suonereste qualcosa sul tema?" accompagnata dall'avventata risposta "Certo!" alla sera del concerto, trovare 20 canzoni che potessero essere "sul tema" non è stato certo facile, così come impararle e renderle ascoltabili.
Grande, grandissima emozione, perchè ci ha aiutati a capire quanto siamo cresciuti in nemmeno un anno. E quanto siamo cambiati.
Questo preambolo è necessario per ringraziarvi, e col cuore, perchè suonare è bellissimo, e poterlo fare come se fosse un continuo laboratorio, una continua palestra, e reinventarsi di volta in volta è una possibilità che non tutti hanno. Ed è quella spinta che ci aiuta, di volta in volta, e voler fare sempre di più, a non fermarci.
Proprio a questo proposito, e proprio perchè non abbiamo davvero la minima intenzione di fermarci, ecco qualche nostra iniziativa per il futuro:
Sabato 20 settembre saremo anche noi a Condove in Sintonia, seconda edizione della Festa delle associazioni di Condove, che si terrà nel campo sportivo con ingresso da via Roma. Se non ci trovate sulla locandina, non vi preoccupate: saremo insieme ai nostri amici The Big Money per fare qualche pezzo insieme!
Intanto, continuate a seguirci e a sostenerci! Alla prossima!
Un giorno, Vincenzo Mollica intervistò Fabrizio De Andrè. Passi di questa lunga intervista sono raccolti in uno speciale della Rai che ha come cuore il meraviglioso concerto del grande cantautore genovese al Teatro Brancaccio del 1998, come cornice e presentazione alle canzoni. E tra i tanti, la domanda di Mollica su quale fosse, per Faber, la canzone che meglio lo rappresentasse tra le tante da lui scritte nella sua lunga e meravigliosa carriera. Senza esitare, De Andrè rispose:
Sicuramente Bocca di Rosa.
La storia di questa canzone, incisa per la prima volta in Volume I, nel 1967, è quella di una forestiera, Bocca di Rosa appunto, che, con il suo comportamento molto libertino arriva a sconvolgere la quiete del piccolo paesino di Sant'Ilario (un sobborgo di Genova), al punto da suscitare le ire e le invidie delle donne del paese, che riescono a convincere, su consiglio di una vecchia zitella inacidita, l'ordine costituito a cacciarla dalla città.
La canzone, che prende di mira quella mentalità perbenista, bigotta e chiusa, che nel racconto è propria delle donne della provincia ligure, ma in generale si rivolge al mondo intero, conobbe svariate modifiche e incontrò non pochi ostacoli, per le tematiche a dir poco "spinose", visti i limiti imposti dalla censura dell'epoca. Nel 1967, infatti, il disco Volume I venne stampato una seconda volta, e in questo secondo caso il testo della canzone venne modificato: il paesino di Sant'Ilario divenne il fittizio San Vicario, mentre i versi che citavano
Spesso gli sbirri e i carabinieri
al proprio dovere vengono meno
ma non quando sono in alta uniforme
e l'accompagnarono al primo treno
divennero, su "gentile pressione dell'Arma dei Carabinieri", quelli che tutti noi conosciamo, ovvero
Il cuore tenero non è una dote
di cui sian colmi i Carabinieri
ma quella volta a prendere il treno
l'accompagnarono malvolentieri.
Se la storia di Bocca di Rosa sia vera o frutto di finzione, questo non è dato saperlo con certezza. C'è chi pensa, teoria seccamente smentita da Dori Ghezzi e Paolo Villaggio, che di Faber era grande amico, che la "vera" Bocca di Rosa fosse Liliana Tassio, deceduta a Sampierdarena nel 2010, all'età di 88 anni.
Dori Ghezzi, invece, sostiene di aver saputo proprio dal marito che la musa ispiratrice non era genovese, ma una fan, triestina, che gli raccontò la sua storia e lo colpì a tal punto da spingerlo a scrivere la canzone. Ad ascoltare questa teoria, quindi, un fondo di verità l'avrebbe la storia di Maritza, la bella prostituta istriana protagonista della biografia romanzata di Bocca di Rosa nel libro Un destino ridicolo, scritto a quattro mani da Alessandro Gennari e lo stesso Faber, che sarebbe poi divenuto nel 2008 un film diretto da Daniele Costantini e intitolato Amore che vieni, amore che vai...
La verità, probabilmente, come spesso se non sempre accade per questi misteri, non la scopriremo mai, ed i suoi protagonisti ormai non calcano più questa terra. Quel che resta di sicuro è quel capolavoro magico che è, e che sempre sarà, questa canzone immortale:Bocca di Rosa.
La chiamavano bocca di rosa metteva l'amore, metteva l'amore, la chiamavano bocca di rosa metteva l'amore sopra ogni cosa.
Appena scese alla stazione nel paesino di Sant'Ilario tutti si accorsero con uno sguardo che non si trattava di un missionario.
C'è chi l'amore lo fa per noia chi se lo sceglie per professione bocca di rosa né l'uno né l'altro lei lo faceva per passione.
Ma la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie senza indagare se il concupito ha il cuore libero oppure ha moglie.
E fu così che da un giorno all'altro bocca di rosa si tirò addosso l'ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l'osso.
Ma le comari di un paesino non brillano certo in iniziativa le contromisure fino a quel punto si limitavano all'invettiva.
Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio.
Così una vecchia mai stata moglie senza mai figli, senza più voglie, si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto.
E rivolgendosi alle cornute le apostrofò con parole argute: "il furto d'amore sarà punito- disse- dall'ordine costituito".
E quelle andarono dal commissario e dissero senza parafrasare: "quella schifosa ha già troppi clienti più di un consorzio alimentare".
E arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi con i pennacchi e arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi. Il cuore tenero non è una dote di cui sian colmi i carabinieri ma quella volta a prendere il treno l'accompagnarono malvolentieri Alla stazione c'erano tutti dal commissario al sagrestano alla stazione c'erano tutti con gli occhi rossi e il cappello in mano,
a salutare chi per un poco senza pretese, senza pretese, a salutare chi per un poco portò l'amore nel paese.
C'era un cartello giallo con una scritta nera diceva "Addio bocca di rosa con te se ne parte la primavera".
Ma una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall'arco scocca vola veloce di bocca in bocca.
E alla stazione successiva molta più gente di quando partiva chi mandò un bacio, chi gettò un fiore chi si prenota per due ore.
Persino il parroco che non disprezza fra un miserere e un'estrema unzione il bene effimero della bellezza la vuole accanto in processione.
E con la Vergine in prima fila e bocca di rosa poco lontano si porta a spasso per il paese l'amore sacro e l'amor profano.
Il prossimo 13 settembre, alle ore 21, torneremo in scena a Condove, nella Chiesa di San Rocco in Via Cesare Battisti, con Chi "Vespa" mangia le mele, spettacolo di musica in Vespa e non solo, per dare il nostro contributo all'inaugurazione della mostra d'arte a cura di Associazione Culturale Sillabe di Sale e Tina Masoero Vespa Evolution.
E da Condove, che domenica 14 sarà teatro del Raduno Nazionale Vespa, partiremo, come al solito nei nostri concerti, per un viaggio... Che come protagonista avrà il mitico ciclomotore Piaggio, e non tanto la sua storia, ma piuttosto, come succede per tutte le icone, quella delle conseguenze a cui questa simpatica due-ruote ha portato... La Vespa come boom economico, la Vespa di Vacanze Romane, la Vespa con la quale correre una Parigi-Dakar, oppure girare il mondo... Insomma, la Vespa come viaggio nella cultura e nelle culture, come mezzo di trasporto di un'intera epoca... E il viaggio non si ferma qui... Ogni tanto scenderemo dalle nostre Vespe e curioseremo un po', perchè curiosare non guasta mai, anche quello che ci offre il panorama al di là del guard rail...
Sabato 13 settembre, quindi, vi aspettiamo per viaggiare con noi... e, come diceva quello spot, ricordate:
Chi "Vespa" mangia le mele, chi non "Vespa" no... Un morso alla mela, un vroom alla Vespa... Un vroom alla Vespa... e lasciati indietro tutti quelli senza fantasia...
Dopo un mese di agosto passato a sfornare idee e nuovi progetti, con settembre siamo pronti a tornare in scena per nuovi ed interessanti appuntamenti!
Sabato 13 settembre, a partire dalle 21, saremo a Condove, nella Chiesa di San Rocco, per presentare il nostro nuovo spettacolo Chi "Vespa" non mangia le mele, studiato in vista del Raduno Nazionale Vespa previsto a Condove domenica 14 e nella cornice della mostra d'arte Vespa Evolution, a cura di Associazione Culturale Sillabe di Sale e Tina Masoero, che aprirà i battenti proprio sabato 13 alle 19 con l'inaugurazione alla quale presenzieremo anche noi.
Sabato 20 settembre, invece, sarà la volta di Condove in Sintonia, giornata di musica al campo sportivo che è alla sua seconda edizione e ci vedrà partecipare al fianco di altre band della valle e non solo!
Di entrambi gli eventi pubblicheremo nei prossimi giorni ulteriori informazioni. Continuate a seguire la nostra sezione live per essere sempre aggiornati sulle nostre iniziative!